Portavoce alla
Camera dei Deputati
per il Movimento 5 Stelle


Maria Pallini

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Interviste

Comune, Pallini: la sfiducia? Mi dispiace ma fa parte della democrazia, mi dissocio dalle offese pronunciate

«A Ciampi va il mio ringraziamento e il mio sostegno. Bisognava dare un’amministrazione alla città, anche con un contratto di governo con quelle forze che al ballottaggio hanno sostenuto il M5S. I consiglieri di opposizione? In democrazia ognuno svolge il suo ruolo, mi dissocio da epiteti e offese pronunciate nei loro confronti. Ora lavoriamo per vincere al primo turno le amministrative 2019». Maria Pallini, deputata avellinese del Movimento Cinque Stelle, a tutto campo sulla debacle dell’amministrazione Ciampi, sugli errori commessi e sul futuro politico del movimento in città.

Onorevole Pallini, come commenta la disfatta della prima amministrazione Cinque Stelle della città di Avellino?
«Chiaramente quello che è accaduto mi dispiace profondamente. In primis per la città e per gli avellinesi che non meritavano di perdere la possibilità di essere amministrati. Mi dispiace chiaramente per Vincenzo Ciampi che è stato innanzitutto un attivista vero del Movimento e si è speso tanto per la città. Sin dal primo momento gli ho sempre consigliato di essere una persona libera, di “fare” il sindaco senza appoggiarsi in continuazione sulle spalle di chi cercava di dargli dei consigli. Insomma l’amarezza è tanta, soprattutto per il lavoro che abbiamo svolto in questi anni ad Avellino, ma sono anche sicura che la prossima volta saremo ancora più forti e determinati e i cittadini comprenderanno la nostra proposta sin dal primo turno delle elezioni».

Ritiene che in questi cinque mesi sia stato commesso qualche errore da parte di Ciampi e del M5S?
«L’errore più grande, a mio avviso, è stato quello di presentare delle linee programmatiche senza dare l’opportunità reale, a quelle forze che avevano permesso a Ciampi di vincere al ballottaggio, di lavorare insieme. Non avendo la maggioranza numerica in consiglio, era fondamentale mettersi insieme per dare un governo alla città. Mettersi insieme per lavorare nell’esclusivo interesse della nostra comunità chiaramente, non per spartire poltrone. Ma si è scelto, non so per quale motivo, di non seguire questa strada».

Una sorta di contratto di governo in salsa locale?
«Sì. Un contratto basato esclusivamente su un progetto condiviso per la città, perché gli avellinesi hanno bisogno di risultati. Nei pochi mesi di governo Ciampi ha portato avanti tante attività, ma la priorità era dare risposte alle esigenza e alle richieste di quei cittadini che avevano riposto la loro fiducia in noi votando per un cambiamento radicale».

Che voto dà all’ormai ex giunta?
«Secondo il mio umile parere gli assessori hanno lavorato bene nel poco tempo avuto a disposizione. Però bisogna essere onesti intellettualmente: un’amministrazione può essere giudicata dopo almeno un anno di governo. Dopo cinque mesi non si può fare un’analisi concreta ed effettiva sul lavoro svolto».

L’impressione è che l’amministrazione abbia utilizzato l’arma del dissesto per arrivare alla rottura definitiva. E’ così?
«Sin dall’inizio di questa esperienza ho sempre pensato che andavano presi i libri contabili e portati in Tribunale. Lo dico perchè amo la mia città e, in questo momento, parlo sia da parlamentare che sente sulle spalle tutto il peso del ruolo che ricopre, sia da avellinese. Avellino merita rispetto e verità, nonché un sindaco e una maggioranza effettiva a Cinque Stelle».

La squadra di consiglieri ha perso pezzi dopo le elezioni provinciali. Si poteva recuperare il rapporto con Laudonia e D’Aliasi?
«Nel Movimento abbiamo poche regole ma vanno rispettate. Laudonia e D’Aliasi, così come le due consigliere di Monteforte Irpino, si sono recati al voto per le provinciali essendo coscienti che la linea del M5S era un’altra. Ora toccherà ai nostri probiviri decidere se prendere o meno provvedimenti nei loro confronti. E’ chiaro che perdere pezzi non può assolutamente far piacere, ma bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Su questo argomento forse posso apparire intransigente, ma la penso così altrimenti non avrebbe senso il nostro progetto politico».

Anche Lei, come il suo collega Sibilia, definirebbe “sciacalli” i consiglieri di opposizione che hanno votato la sfiducia?
«Non giudico le persone, né amo utilizzare questa terminologia nei confronti di chi ha un pensiero politico diverso dal nostro. Il confronto in democrazia è fondamentale, vanno rispettate le idee e i ruoli, noi eravamo la maggioranza politica del consiglio, gli altri, l’opposizione, quella numerica. Funziona così in democrazia. Chiaramente ognuno decide di intraprendere il proprio percorso, politico e comunicativo. Io mi dissocio da alcun termini ed epiteti che non mi appartengono».

L’accusa principale che viene mossa a Ciampi, non solo dalle opposizioni ma anche da parte degli attivisti e degli elettori grillini, è quella di essere stato un sindaco eterodiretto dall’onorevole Sibilia. E’ così?
«E’ un argomento su cui non posso mettere bocca per il semplice fatto che non sono a conoscenza del ruolo realmente giocato dal sottosegretario in questa partita. Quello che posso dire con estrema certezza e senza tema di smentita, è che di sicuro non ho eterodiretto io né Ciampi né gli assessori. Ho sempre cercato di stare in disparte rispetto alla vicenda amministrativa, non perché non sia di mio interesse ma perché sono fermamente convinta che ognuno debba pensare a portare avanti il ruolo che gli è stato dato dagli elettori. Io devo portare da Roma risultati concreti per Avellino e per l’Irpinia, i sindaci devono pensare a governare le città. Chiaramente Ciampi ha avuto e avrà sempre tutto il mio supporto, ci sarà sempre un rapporto di lavoro proficuo».

Quali sono gli errori da non ripetere alla prossima tornata elettorale?
«Ritengo fondamentale lavorare a testa bassa e con umiltà, fattori che premiano sempre e ovunque. L’errore da non ricommettere assolutamente è l’estromissione del Meet up. Sbagliato mettere da parte un gruppo di persone composto da professionisti e attivisti che da dieci anni dedicano la loro vita al movimento. Non dico che andavano premiati, ma sicuramente bisognava prendere in considerazione la squadra».

Sarà Ciampi il prossimo candidato sindaco del M5S?
«Credo che sia prematuro parlarne adesso».

 

Stazione Hirpinia: Pallini(M5S), ne parlerò in collegamento telefonico su Prima Tivvù

Lunedì scorso i chiarimenti da parte della Commissione Lavori Pubblici del Senato sulla realizzazione della stazione Hirpinia di Grottaminarda (AV) prevista lungo l’asse Apice-Orsara della tratta Alta Velocità Napoli-Bari dal contratto di programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Rete ferroviaria italiana.

Ne parlerò stasera con il giornalista Norberto Vitale, alle ore 22 circa, in un collegamento telefonico nel corso della trasmissione “Studio Sera” in onda su Prima Tivvù a partire dalle 21.30 (canale 90 del digitale terrestre).

Potete seguire lo streaming sul sito on line dell’emittente televisiva: http://www.primativvu.it/
Spero di portare la vostra voce! 

Maria Pallini, M5S: abbiamo la credibilità per governare il Paese

Avvocato Maria Pallini, la campagna elettorale volge al termine. Che bilancio personale può tracciare di questa esperienza che la vede candidata alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle nelle politiche del prossimo 4 marzo?

Insieme ai miei compagni di viaggio, in questo splendido percorso, abbiamo macinato km e km. L’entusiasmo e la passione sono stati i nostri bagagli. E’ stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita perché l’ho vissuta in pieno. Ho dato e sto dando l’anima per questo progetto che mi auguro possa portare il Movimento 5 Stelle al governo del nostro Paese.

Lei è stata candidata alle amministrative di Avellino nel 2013 e alle regionali della Campania nel 2015. Ci può spiegare il percorso che l’ha portata fino ad oggi? Quali i temi su cui si è impegnata in questi anni?

Il mio percorso è stato semplicemente un percorso di attivismo sano sul territorio, non ho mai pensato di abbandonare il meetup dopo le singole competizioni elettorali. Ho sempre lottato e portato avanti le battaglie che ritenevo giuste per il mio territorio e sono sempre stata vicina, nel mio piccolo, a chi mi chiedeva supporto. Ho presentato la mia prima proposta di legge e in città ho fatto un buon lavoro per l’introduzione degli strumenti di democrazia diretta nell’amministrazione comunale. Insieme a tanti attivisti mi sono anche interessate delle problematiche ambientali e della questione della gestione del sistema idrico.

Tornando ad oggi, come ha reputato la scelta operata dal Movimento 5 Stelle di aprire alla cosiddetta società civile per le candidature nei collegi uninominali?

Al di là di qualche perplessità iniziale, abbiamo capito che nella fase storico-politica che stiamo vivendo fosse giusto e necessario allargare i nostri orizzonti e, quindi, fare appello alle migliori energie ed intelligenze della società civile disposte ad abbracciare il nostro grande progetto. Per quello che riguarda l’Irpinia e il Sannio, infatti, sono state scelte personalità di alto profilo: il professore universitario Ugo Grassi che nella campagna referendaria ha dato un’alta prova di pensiero libero, che era convergente con la nostra posizione, l’imprenditore Michele Gubitosa che, partendo da zero e rischiando in proprio, ha fatto impresa e creato occasioni concrete di occupazione in una provincia difficile come l’Irpinia, ed il docente Generoso Maraia, da sempre vicino alle fasce sociali più deboli e disagiate.

Il vostro programma nazionale è stato definito con i contributi degli iscritti e votato in rete. Molti dicono che è un libro dei sogni. Quali sono i punti a lei più cari e, in generale, ci sono le coperture finanziarie per realizzarlo?

Siamo gli unici che democraticamente hanno scritto e apportato modifiche ad un programma che rappresenterà tutti gli italiani. E questo di sicuro dovrà passare alla storia come una novità senza precedenti. Durante questa campagna elettorale i punti per i quali mi sono maggiormente impegnata hanno riguardato la problematica del lavoro che qui in Irpinia è molto importante, visto l’alto tasso di disoccupazione giovanile, e il reddito di cittadinanza che è sempre stato il nostro fiore all’occhiello. Le coperture finanziarie ci sono e le abbiamo sempre ribadite in ogni sede. Per il reddito di cittadinanza si tratta di 17 miliardi di euro: 14 riguarderanno il reddito e oltre 2 miliardi riguarderanno la riformulazione dei centri per l’impiego. Cifre, queste, che risulteranno dai tagli alla spesa della Pubblica Amministrazione, dall’aumento dei costi per le trivellazioni, dall’aumento delle tasse sul gioco d’azzardo, dalla soppressioni di Enti inutili, dall’abolizioni delle pensioni d’oro, per citare solo alcune voci.

Se per lei dovessero aprirsi le porte di Montecitorio, quali saranno le battaglie che porterà a Roma dall’Irpinia e dal Sannio?

Ci sarebbe molto da fare. L’Irpinia e il Sannio hanno bisogno di persone credibili e oneste che consentano alle comunità di rinascere. Il mio obiettivo è raccogliere tutte le proposte che mi arrivano dai territori, soprattutto da parte dei giovani, e farle diventare proposte di legge o, comunque, atti concreti. Voglio aiutare i disoccupati che hanno difficoltà a re-inserirsi nel mondo del lavoro, voglio che i nostri ricercatori e medici migliori dall’estero tornino in Italia. Mi batterò per incrementare il turismo e soprattutto per il settore agricolo e le startup.

Il Movimento 5 Stelle subisce spesso attacchi dal mondo politico e dell’informazione. Perché domenica gli italiani dovrebbero scegliere di dare fiducia ad una forza”giovane” e, a detta di molti, ancora inesperta?

Dicono che siamo incompetenti, nulla di più falso. Noi abbiamo quella credibilità che ormai i politici non hanno più. Dobbiamo solo essere messi alla prova e poi successivamente giudicati nel bene o nel male. Noi rappresentiamo quella speranza che l’Italia e gli italiani meritano. Siamo cittadini lontani dalle lobby e dagli interessi privati. Il nostro unico obiettivo è il bene comune.

Come vede il prossimo futuro della provincia di Avellino? Crede che l’Irpinia possa davvero risolvere i suoi annosi problemi? Se sì, in che modo?

Spero che l’Irpinia possa finalmente rialzarsi da anni di malapolitica. Non sarà semplice ma ci proveremo. Bisogna ripartire dalle nostre ricchezze: dalla terra, dall’agricoltura, dalle eccellenze enogastronomiche che il mondo ci invidia e che rappresentano il vero patrimonio dei nostri territori. Dobbiamo permettere a quelle aziende in difficoltà di ripartire e questo si può fare con gli incentivi, con la riduzione e l’abolizione graduale dell’Irap. Il mio sogno è vedere la verde Irpinia rinascere.

Maria Pallini (HD)

Politiche 2018, Pallini(M5S): con Di Maio metteremo al centro il lavoro e i giovani irpini

Dopo domani sarà al fianco di Luigi Di Maio, insieme agli altri candidati. Oggi, forte del grande consenso ottenuto alle Parlamentarie, punta decisa ad un posto per Montecitorio. Classe 1984, avvocato, Maria Pallini incarna un’intera generazione di giovani che hanno scelto di restare e vogliono fare qualcosa per la propria terra. Per questo, focalizza da subito il nocciolo della questione: «Il futuro dei nostri giovani sarà il cuore del mio impegno».

Maria Pallini, partiamo dalla visita di dopo domani del candidato premier Luigi Di Maio all’hotel “De la Ville” di Avellino. Da giovane candidata appartenente ad una generazione di irpini costretti in troppi casi ad emigrare per farsi una vita, quali istanze consegnerà al suo leader?

«Innanzitutto, voglio ricordare che Luigi è a conoscenza del mio secondo posto nelle Primarie interne ed è rimasto molto soddisfatto del risultato. Infatti, non ho usufruito delle quote rosa, ed ho incassato materialmente 203 voti da parte dei cittadini. La mia candidatura, insomma, è nata dal consenso che si è creato intorno al lavoro che ho svolto in questi anni. Sia in città che in provincia, insieme agli attivisti dei vari meet up. Una soddisfazione ulteriore è stata arrivare seconda dopo Carlo Siibilia, candidato uscente alla Camera dei deputati. Detto questo, stiamo cercando di portare avanti un progetto comune, di cui Di Maio è il leader».

Dunque quale sarà il suo impegno?

L’Irpinia ormai è diventata una terra desolata. Ma le opportunità per creare lavoro ci sono, e vanno ricercate nell’agricoltura e nelle potenzialità inespresse del territorio

«Secondo i sondaggi in nostro possesso, i primi due nomi, quello di Sibilia e il mio, potrebbero farcela. Personalmente ho intenzione di impegnarmi al massimo sul tema del lavoro e sulla creazione di opportuità per i giovani dell’Irpinia. Siamo diventati una terra desolata, tutti i ragazzi fuggono all’estero. Io sono nata e cresciuta ad Avellino. Il mio impegno sarebbe totale per i miei coetaeni e, in generale, per tutti i ragazzi che oggi vivono in uno stato di difficoltà. Qui esistono importanti opportunità di lavoro. Potenzialità non sfruttate che vanno dall’agricoltura alla vitivinicoltura. Introdurremo inoltre il reddito di cittadinanza. Ovviamente, non concepito come una misura assistenziale, ma come sostegno al reddito attivo. Ci sono le coperture e il provvedimento andrà a vantaggio sia dei giovani che di chi ha perso il lavoro».

Centrodestra e centrosinistra sono concordi nel sottolineare i limiti della vostra proposta politica e continuano a parlare di voi come di un movimento di mera protesta. Da giovane candidata cosa ne pensa?

«In primis, la lotta del Movimento Cinque Stelle non è contro gli avversari politici, ma contro l’assenteisimo al voto e mira a convincere gli indecisi. Quelli che oggi non vogliono più votare perché si ritrovano dei partiti come l’attuale destra e l’attuale sinistra che hanno distrutto l’Italia. Il Pd, ormai, ha segnato la fine della sinistra italiana. Renzi ha distrutto tutto ciò che aveva in sè di buono. Con Berlusconi alla guida dell’Italia per moltissimi anni, inoltre, non è stato risolto alcun problema. Loro rappresentano la preistoria, noi il futuro. Siamo qui per rimediare agli errori che hanno commesso».

Una provincia come l’Irpinia, segnata da decenni di potere democristiano sotto l’egida di Ciriaco De Mita, crede che sia davvero pronta a voltar pagina?

Renzi ha distrutto quel che rimaneva della sinistra italiana; Berlusconi ha governato per molti anni senza risolvere alcun problema. Dovremo rimediare ai loro errori

«Con Ciriaco De Mita si è formato un vero e proprio sistema clientelare, sia in città che in provincia. Ma i cittadini sono stanchi delle promesse della veccia politica. Sono sicura, anche per quello che vedo e ascolto per la strada, che c’è voglia di cambiare. Gli irpini voglono darci un’opportunità, per vedere se riusciamo a cambiare davvero le cose. Noi siamo in campo contro il vecchio sistema dei favori e delle raccomandazioni, perchè riteniamo che tutti i cittadini siano uguali ed abbiano diritto a dei servizi dignitosi».

Lei è stata candidata anche alle ultime regionali. Poi è sembrato che si fosse allontanata dal Movimento. I maligni ipotizzano addirittura una spaccatura con Sibilia, dal momento che era anche assente alla presentazione delle candidature. Tutte invenzioni?

«Dopo le regionali, per la verità, non c’è stato alcun allontanamento. Né dal Movimento né dal Meet up. Ho contiunato a lavorare sulla città, senza sosta. Al primo appuntamento per la presentazione dei candidati, inoltre, ero assente per motivi lavorativi. Non c’è alcuna spaccatura. C’è grande compattezza. Stimo e reputo tutti i candidati figure di alto livello».

Secondo alcuni, l’impreditore Gubitosa, candidato all’uninominale, rappresenterebbe di più un profilo berlusconiano. Lei che ne pensa?

«Michele Gubitosa è iscritto al Movimento dal 2005-2006. E’ sempre stato molto attivo sul territorio e disponibile. Si tratta solo di dicerie da campagna elettorale. Si butta fango sulle persone ma io posso garantire che incarna appieno i nostri valori».

Grazie Pallini

«A lei».