Portavoce alla
Camera dei Deputati
per il Movimento 5 Stelle


Maria Pallini

Partecipa. Scegli. Cambia.

Pallini(M5S), la mia intervista al Ciriaco

«Salvini sta tradendo gli italiani e le loro aspettative. Mentre lui era impegnato a ballare in spiaggia, noi eravamo a lavoro come sempre in questo anno e mezzo. Il M5S non ha paura del voto, ma prima approveremo la riforma costituzionale con chiunque vorrà sostenerla». Maria Pallini, capogruppo M5S in commissione lavoro alla Camera, analizza la crisi di governo.

Che il matrimonio con la Lega era terminato era ormai chiaro. Vi aspettavate la tempistica imposta da Salvini?

«Quello di Salvini è un tradimento non solo del contratto di governo che ha sottoscritto con il M5S, ma di tutti gli italiani che credevano nel governo gialloverde e nel cambiamento e miglioramento della loro condizione di vita. Grazie ai provvedimenti a prima firma Cinque Stelle, abbiamo avuto il reddito di cittadinanza, quota 100, il decreto dignità, il decreto crescita. Annunciare la crisi a Ferragosto era un piano prestabilito di Salvini che però mette a repentaglio tutte le cose buone che a cui abbiamo lavorato per un anno e mezzo».

A cosa si riferisce?

«A molti dei provvedimenti approvati devono seguire i decreti attuativi che vanno firmati entro fine settembre. Tra questi le otto ore settimanali di lavoro di pubblica utilità per i percettori del reddito, da espletare presso comuni ed altri enti. Di fronte a tutto questo il Movimento lotterà fino alla fine perché gli italiani non meritano questa vergogna pianificata dal Ministro Salvini».

L’accusa principale che vi viene mossa è quella di essere stati subalterni alla Lega e di aver approvato anche provvedimenti discutibili come il Decreto Sicurezza. Non credete di aver sbagliato in qualcosa?

«Bisogna partire dal presupposto che la legge elettorale con cui abbiamo votato il 4 marzo del 2018 non l’aveva voluta né il M5s né la Lega. Quella legge elettorale ha portato ad un governo di accordo. Il vicepremier Di Maio ci ha creduto perché nella Lega vedeva una forza politica diversa dalla nostra ma che comunque credeva nel cambiamento. Evidentemente era tutta una funzione, che serviva per interessi personali di Salvini e di partito ma non ai cittadini. Per svolgere un’attività così sotto banco vuol dire che il leader della Lega stava meditando tutto questo già da tempo. Non dimentichiamo che mentre il decreto sicurezza bis era alla Camera, il nostro caro Ministro dell’Interno era al “Papete” a ballare e suonare. Poi dice a noi di andare in aula a lavorare. Io personalmente l’ho fatto per un anno e mezzo, e continuerò a farlo fino all’ultimo giorno e lunedì sarò come sempre a Roma per la riunione congiunta Camera e Senato».

Cosa vuol dire faremo il possibile fino alla fine?

«In questo momento prima di restituire la parola agli elettori, è necessario approvare il taglio dei parlamentari. Da qui non si scappa perché bisogna dare un segnale serio e concreto agli italiani e risparmiare mezzo miliardo di euro che non andranno nelle tasche dei partiti ma dei cittadini. Approvata la riforma, se Salvini vuole far cadere il Governo se ne assuma la responsabilità. Il M5S non ha paura del voto, ma prima si mantengono gli impegni presi. D’altronde è Salvini ad aver cambiato idea visto che fino al mese scorso diceva di essere d’accordo con il taglio dei parlamentari. Ma non mi sorprende, è lo stesso che la scorsa legislatura si diceva No Tav ed oggi invece è a favore. Noi non siamo il Movimento del No, ci siamo battuti solo contro due cose: la Tav, che è ormai un’opera inutile e dannosa, e l’autonomia differenziata che al Sud avrebbe fatto solo sfaceli. Noi siamo fieri del lavoro che stiamo ancora svolgendo, solo la scorsa settimana Di Maio ha firmato il decreto imprese che comprendeva anche il salvataggio della Whirlpool in Campania».

Il leader leghista parla già di inciucio Cinque Stelle Pd per evitare il voto. Ma è realmente possibile un accordo di governo costituzionale M5S, Pd e Radicali?

«Salvini in questo momento farebbe meglio a tacere considerando che sta portando il Paese a sbattere. Il taglio dei parlamentari che, ripeto, è per noi una priorità a cui non rinunciamo è una riforma costituzionale. Quindi è evidente che qualsiasi partito vorrà appoggiarla è il ben accetto, ma è questione ben diversa da inciuci o alleanze. E’ una questione di buon senso e di principio, nonché di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani».

Che ripercussioni può avere la crisi di governo sulle elezioni regionali in Campania?

«Come sempre noi sceglieremo i nostri candidati tramite una votazione on line. Il M5S soprattutto in Campania mantiene un consenso alto e credo che la nostra campagna elettorale andrà bene. Abbiamo portato in parlamento tante battaglie importanti per la Campania e per l’Irpinia. Quindi anche se si dovesse tornare al voto anticipato non avremo problemi siamo pronti a dimostrare agli italiani tutto quello che abbiamo fatto in un anno e mezzo, tutti i risultati portati a casa e la loro coerenza con le promesse della campagna elettorale. A differenza di Salvini che all’interno del suo Ministero non c’è mai stato. Noi sempre leali e onesti con i cittadini, anche quando abbiamo commesso qualche errore abbiamo fatto autocritica pubblicamente».

E’ ipotizzabile una sorta di mandato zero come fatto per i consiglieri comunali per salvare ministri, sottosegretari e parlamentari che avendo già consumato il secondo giro, non potrebbero ricandidarsi?

«Lo escludo. Nel nostro statuto c’è il divieto di terzo mandato, ad oggi è così. Lo stesso Beppe Grillo ha pubblicamente detto che il limite dei due mandati non si tocca. E di questo ne sono a conoscenza tutti i parlamentari. Abbiamo poche regole, almeno noi cerchiamo di rispettarle».

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